Il presidente cinese Xi Jinping ha ricevuto a Pechino Cheng Li-wun, leader del Kuomintang (KMT), principale partito di opposizione taiwanese, in una visita di sei giorni conclusa il 12 aprile. L’incontro rappresenta il primo vertice tra un leader del KMT in carica e Pechino in circa un decennio, e segna un cambio tattico nella diplomazia cinese verso Taiwan: Xi ha scelto di negoziare con l’opposizione anziché con il governo ufficiale di Taipei, governato dal Partito progressista democratico (DPP).
Cheng, eletta presidente del KMT a ottobre 2025 dopo una campagna che enfatizzava il dialogo tra le sponde dello Stretto, ha dichiarato di sperare che “questo viaggio ad aprile segni l’inizio di una nuova primavera dei due lati dello Stretto di Taiwan”. La leader ha promesso di usare l’occasione per “dimostrare al popolo taiwanese e al mondo intero che il conflitto tra i due lati non è inevitabile”.
Una strategia dell’alternativa politica
La decisione di Xi di accogliere Cheng risponde a una logica precisa. Mentre il DPP sostiene l’indipendenza di Taiwan e rifiuta la narrativa cinese dell’unificazione, il KMT propone una linea opposta: mantenere lo status quo ambiguo, intrattenere relazioni cooperative con Pechino e costruire capacità difensive senza cedere alla sovranità cinese. Per Xi, ricevere la leader dell’opposizione offre l’opportunità di “mostrare un’alternativa scuola di politica taiwanese più disponibile al dialogo tra le sponde”.
Questo approccio consente a Pechino di aggirare il governo ufficiale di Taipei — con cui le comunicazioni sono interrotte dal 2016 dopo l’ascesa del DPP — creando una controparte negoziale apparentemente più flessibile. Il tempismo è strategico: la visita di Cheng precede il vertice tra Xi e il presidente americano Donald Trump, programmato per metà maggio, offrendo a Pechino l’occasione di presentare progressi diplomatici con Taiwan prima dell’incontro statunitense.
Gli equilibri politici interni a Taiwan
Tuttavia, il viaggio ha suscitato forte opposizione interna. Un sondaggio di marzo 2026 ha rilevato che il 56% dei taiwanese ritiene che la visita indebolirà la posizione difensiva dell’isola. Il segretario generale del DPP, Hsu Kuo-yung, ha criticato duramente l’iniziativa, esortando Cheng a comunicare a Xi che Taiwan è “un paese sovrano e indipendente” con il diritto di eleggere il proprio presidente, e chiedendo a sua volta quando la Cina avrebbe mai tenuto elezioni presidenziali.
Cheng si trova in una posizione precaria. Non può riconoscere la sovranità cinese su Taiwan senza delegittimarsi agli occhi dell’elettorato interno, ma deve al contempo dimostrare che il dialogo con Pechino è possibile. L’equilibrio richiede una comunicazione attenta: “non siamo destinati alla guerra”, ha dichiarato prima della partenza, cercando di reincorniciare il conflitto potenziale come evitabile attraverso la cooperazione.
Implicazioni commerciali e geopolitiche
La strategia della diplomazia del canale alternativo potrebbe influenzare le future negoziazioni ufficiali. Se Cheng riesce a stabilire precedenti di cooperazione con Pechino, il KMT potrebbe accumolare credibilità come interlocutore credibile in eventuali colloqui successivi, riducendo lo spazio negoziale del DPP. Per gli investitori internazionali, inclusi quelli italiani operanti nel settore dei semiconduttori e della tecnologia avanzata con Taiwan, questo scenario rappresenta un elemento di incertezza sulla stabilità politica dell’isola.
Pechino intanto mantiene ferma la sua posizione: il riaffermazione della sovranità su Taiwan rimane “un obiettivo cruciale” in vista dell’anniversario del centenario della Repubblica Popolare Cinese nel 2049. La ricezione di Cheng non modifica questo obiettivo strategico, ma calibra il metodo, privilegiando interlocutori disposti al compromesso rispetto al governo attuale.


