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Missione Aspides: il modello italiano per lo Stretto di Hormuz

L'esperienza della missione Aspides nel Mar Rosso diventa il blueprint operativo per l'eventuale impegno italiano nello Stretto di Hormuz.

La Marina Militare italiana guida la missione Aspides nel Mar Rosso con il cacciatorpediniere Caio Duilio, comandato dal contrammiraglio Stefano Turchetto, e fregate come l’Italo Bergamini. Lanciata dall’Unione Europea il 19 febbraio 2024 per proteggere il traffico marittimo dagli attacchi huthi nello Yemen, questa operazione rappresenta il precedente per la nuova coalizione dei Volenterosi riunita a Parigi il 17 aprile 2026. Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, ha annunciato la disponibilità italiana a estendere il modello operativo allo Stretto di Hormuz previo parere parlamentare, per garantire la libera navigazione senza escalation offensive.

La missione Eunavfor Aspides è stata autorizzata dall’Italia con risoluzione del 22 febbraio 2024, approvata da Camera e Senato. Fino ad aprile 2025 ha scortato oltre 250 navi commerciali e neutralizzato 120 droni e missili, con costi stimati in 20 milioni di euro. Francia e Regno Unito condividono questo approccio difensivo, come ribadito al summit dei Volenterosi.

Asset navali e comandi al centro dell’operazione

Il cacciatorpediniere Caio Duilio della classe Horizon opera sotto il comando del contrammiraglio Stefano Turchetto. Le fregate classe Bergamini, tra cui l’Italo Bergamini, forniscono supporto per scorte e intercettazioni. Queste unità hanno dimostrato efficacia nel contrastare minacce aeree e balistiche nel Mar Rosso.

Il modello Aspides prevede pattugliamenti, scorte convogli e abbattimenti preventivi di droni huthi. L’operazione si limita a difesa passiva, senza incursioni offensive, in linea con il diritto internazionale del mare. Meloni ha sottolineato questa caratteristica al vertice di Parigi: «L’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali sulla base di un’autorizzazione parlamentare».

Precedente per Hormuz e coalizione Volenterosi

Nel contesto della riapertura dello Stretto di Hormuz, annunciata dopo il summit di Parigi del 17 aprile 2026, Aspides funge da blueprint per i Volenterosi. Francia e Regno Unito guidano la proposta di missione navale strettamente pacifica e difensiva, con Italia, Germania e 28 Paesi collegati. L’obiettivo include sminamento senza pedaggi all’Iran, come precisato da Emmanuel Macron: «Chiediamo l’apertura completa, immediata e senza condizioni dello stretto di Hormuz».

Giorgia Meloni ha legato l’impegno italiano ad Aspides e Atalanta: «È un impegno in linea con le missioni Aspides e Atalanta». Lo Stretto di Hormuz vede transitare il 20% del petrolio mondiale e gas naturale liquido, oltre a fertilizzanti essenziali per la sicurezza alimentare. Senza riapertura, l’Agenzia internazionale dell’Energia prevedeva carenze di carburante in Europa entro sei settimane.

Procedura parlamentare e preparativi tecnici

L’invio di unità italiane richiede delibera del Consiglio dei ministri e approvazione delle Camere, come previsto dalla legge n. 145 del 2016, riformata nel 2024. La Difesa ha approntato due cacciamine, palombari specializzati e droni subacquei per sminamento, eccellenza italiana. Fregate Fremm supporterebbero scorte logistiche su direzione americana.

Un vertice tecnico-militare in formato E4 con Francia, Germania e Regno Unito si terrà a Londra la prossima settimana per definire obiettivi e mezzi. L’operazione post-conflitto si concentrerebbe su cessate il fuoco, con droni subacquei per identificare mine iranesi e palombari per disinnesco. Le navi includono camere iperbariche per emergenze subacquee.

Aspides conferma la capacità italiana di operazioni multinazionali difensive. Meloni ha ribadito il ruolo europeo nella sicurezza internazionale insieme ai partner. La coalizione Volenterosi avanza così verso la garanzia di transiti sicuri nello Stretto di Hormuz.


Fonti e approfondimenti

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