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Cittadinanza ai testimoni di giustizia stranieri: la proposta del Pd

Il Pd presenta un disegno di legge per facilitare l'accesso alla cittadinanza agli stranieri regolari che denunciano crimini e collaborano con la giustizia.

Il senatore Walter Verini del Pd ha un disegno di legge che modifica l’articolo 9 comma 2 della legge 5 febbraio 1992 n. 92, introducendo norme sulla cittadinanza per i testimoni di giustizia. La proposta mira a facilitare l’accesso alla cittadinanza italiana per stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale che forniscono dichiarazioni rilevanti alle autorità giudiziarie in procedimenti contro la criminalità organizzata.

Secondo la proposta, la cittadinanza italiana viene concessa ai cittadini stranieri che si trovino in una condizione specifica: devono fornire all’autorità giudiziaria dichiarazioni caratterizzate da “fondata, intrinseca attendibilità” e rilevanti per indagini e giudizi, purché non abbiano misure di prevenzione applicate o in corso. La misura non si applica agli immigrati in condizione irregolare.

La presentazione dell’evento ha visto la partecipazione di Federico Gianassi, capogruppo Pd nella commissione Giustizia della Camera, Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd, ed Enza Rando, responsabile Legalità del partito. L’iniziativa è stata registrata da Radio Radicale.

La logica della proposta

La logica sottesa al disegno di legge è quella di uno “scambio virtuoso”: se uno straniero lavora regolarmente in Italia e assiste a episodi di racket, estorsione o minacce da parte della criminalità organizzata, può denunciare il fatto e ricevere in cambio un percorso facilitato verso la cittadinanza. Questo modello si ispira ai meccanismi già esistenti per i cittadini italiani che collaborano con la giustizia su fatti di mafia, estendendoli agli stranieri extracomunitari.

Verini ha sottolineato che la proposta rappresenta “il massimo dell’integrazione”, rivolta a persone che lavorano e hanno il diritto alla cittadinanza ma sono costrette ad aspettare anni per riceverla. La norma circoscrive il perimetro ai cittadini stranieri regolari con permesso di soggiorno che risultino testimoni di giustizia, non collaboratori.

Consenso istituzionale

La proposta ha raccolto il favore delle associazioni che si occupano dei diritti dei migranti, secondo quanto riferito da Verini, poiché rappresenta un’idea concreta di integrazione civile e civica. L’iniziativa è stata coordinata con il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, che aveva suggerito di “studiare qualcosa di premiale” rivolto agli extracomunitari, secondo il modello già consolidato per i cittadini italiani che collaborano con la giustizia.

Il testo del disegno di legge interviene sulla legge del 1992 che regola le modalità di acquisizione della cittadinanza italiana, prevedendo un canale speciale per coloro che contribuiscono attivamente alla lotta contro la criminalità organizzata. La proposta, sebbene provenga dal Pd, rappresenta un approccio pragmatico alla sicurezza attraverso l’incentivazione della collaborazione volontaria dei testimoni con la giustizia.


Fonti e approfondimenti

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