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Chi è Gerhard Schroeder e perché Putin lo vuole per mediare nella guerra Russia-Ucraina

Gerhard Schroeder, ex cancelliere tedesco è una figura controversa nel panorama politico europeo, noto per i legami profondi con Vladimir Putin. Chi è e perché oggi è tornato centrale.

Gerhard Schroeder, ex cancelliere tedesco dal 1998 al 2005, è una figura controversa nel panorama politico europeo, noto per i legami profondi con Vladimir Putin che lo rendono il candidato ideale del Cremlino per negoziare la fine della guerra in Ucraina. Nato nel 1944 in una famiglia umile in Bassa Sassonia, Schroeder ha scalato la politica come socialdemocratico (SPD), diventando un riformatore pragmatico con la “Agenda 2010”. La sua amicizia con Putin, forgiata negli anni Duemila, lo ha trasformato in lobbista energetico russo, isolandolo in patria ma rendendolo prezioso per Mosca.

Carriera politica e origini comuni

Schroeder salì al potere nel 1998, primo cancelliere socialdemocratico dopo Helmut Kohl, guidando una coalizione con i Verdi. Implementò riforme del lavoro controverse ma decisive per la competitività tedesca, guadagnandosi il soprannome di “Schroeder modello”. Perse nel 2005 contro Angela Merkel, ritirandosi dalla politica attiva. Le sue origini proletarie – padre morto in guerra, madre operaia – lo legano simbolicamente a Putin, anch’egli “uomo del nulla” asceso al potere. Questa somiglianza ha creato un “legame profondo”, come descritto dal Corriere della Sera, con incontri privati e fiducia reciproca.

I rapporti con Putin: amicizia e affari energetici

L’amicizia risale al primo incontro nel 1998, quando Putin era premier russo. Schroeder definì Putin “democratico impeccabile”, mentre Mosca lo vide come partner affidabile contro l’espansione NATO. Culmine fu il gasdotto Nord Stream (2005), approvato da Schroeder poche settimane prima di lasciare l’incarico. Il 9 dicembre 2005, Putin telefonò: “Hai paura di lavorare per noi?”, offrendogli la presidenza del consorzio Nord Stream. Schroeder accettò, diventando lobbista remunerato. Assunse ruoli in Gazprom (consiglio di sorveglianza) e Rosneft, guadagnando milioni annui. Partecipò a compleanni di Putin e difese Nord Stream 2, congelato dalla Germania nel 2022. Questa “reddita carriera” lo rese “servo dello zar” per Kiev e “Faust di Goethe” nelle mani del “Mefistofele russo”.

Tentativi di mediazione nel conflitto ucraino

Schroeder ha più volte offerto i suoi servizi come ponte con Putin. Nel marzo 2022, su mandato ucraino, volò a Mosca dopo colloqui a Istanbul, proponendo un cessate il fuoco – senza successo, e senza informare Scholz. Nel 2024, dichiarò alla DPA: “La mia amicizia con Putin potrebbe fermare la guerra; abbiamo lavorato sensatamente per anni”. Difese l’invasione come “errore” ma chiese indagini su Bucha prima di condanne. L’SPD minacciò espulsione per i suoi legami, ma lui persistette, spingendo per gas russo via Nord Stream 2. Kiev lo bollò “araldo dell’Impero russo”.

Perché Putin lo vuole come negoziatore ora

Nelle ultime ore Putin ha detto: “Come negoziatore [nella guerra Russia Ucraina] preferirei Schroeder. Altrimenti, scelgano un leader di fiducia”. Lo ritiene “interlocutore affidabile” per pragmatismo e neutralità rispetto a leader “ostili” UE. Schroeder incarna la vecchia Ostpolitik tedesca, filo-russa su energia, meno influenzata da sanzioni. È una provocazione: sfida Bruxelles scegliendo un “nemico interno” criticato per dipendenza energetica russa. Putin apprezza la sua accesso privato e capacità di dialogo, assenti in Scholz o von der Leyen. In un’Europa divisa, Schroeder simboleggia negoziati senza pregiudizi, ideale per Mosca in fase di tregua Trump-mediata.

Critiche in Germania e Occidente

In patria, Schroeder è “isolato”: SPD lo accusò di tenere “in ostaggio” il governo Scholz con Nord Stream. Merkel lo evitò, Habeck lo escluse da Gazprom. Criticato come “minaccia” per legami con autocrati, persiste come voce pro-dialogo. Oggi 81enne, resta figura polarizzante: per Putin, alleato; per UE, c’è un rischio di conflitto d’interessi.

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