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Premier time, cosa ha detto Meloni in risposta ai senatori: punti principali

Una sintesi delle risposte di Giorgia Meloni sui temi principali del governo, al Senato per il Premier time.

Ieri 13 maggio, nell’Aula del Senato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto alle interrogazioni a risposta immediata di maggioranza e opposizione in un premier time durato 90 minuti. Ecco i punti essenziali Outputs dell’incontro.

Economia e costo dell’energia

Rispondendo a Carlo Calenda (Azione) sulla produttività e il costo dell’energia più alto d’Europa, Meloni ha riconosciuto che «il quadro economico internazionale è complesso» e che «le tensioni geopolitiche incideranno sulla crescita». Ha anticipato che «entro l’estate sarà varata la legge delega sul nucleare» e che «riprenderemo la produzione nucleare in Italia».

Sulla proposta di Calenda di una cabina di regia per l’economia, la premier ha dichiarato: «Io sarei disponibile a fare una cabina di regia, ma non c’è stata in passato nessuna disponibilità da parte dell’opposizione… Le mie porte aperte per chi mette gli interessi nazionali davanti a quelli di partito».

Superbonus e debito pubblico

Sul tema del Superbonus, Meloni è stata perentoria: «Il debito cresce solo a causa di quella misura, 174 miliardi di euro» che «finiremo di pagare nel 2027 quando sarà finito il nostro mandato». Ha aggiunto: «Avremmo anche potuto uscire dalla procedura di infrazione se non avessimo dovuto fare i conti con centinaia di miliardi di euro bruciati per misure elettorali senza controllo».

Piano casa

Rispondendo alla Lega sul Piano casa, la premier ha rivendicato: «La casa non è un lusso, ma un bene fondamentale». Il provvedimento «mette a disposizione fino a 10 miliardi di euro per oltre 100mila alloggi in 10 anni», con l’obiettivo di «aiutare in particolare famiglie monoreddito, giovani e lavoratori».

Salari e lavoro

Su salários, rispondendo al Pd, Meloni ha dichiarato: «I salari hanno ripreso gradualmente a crescere, più dell’inflazione». Sul salario minimo ha precisato: «È più efficace rafforzare la contrattazione, perché nel contratto ci sono tante voci che incidono sulla vita del lavoratore».

Ha confermato la priorità del governo: «Confermo che noi intendiamo continuare anche nell’ultimo anno di questo governo… perché la nostra priorità resta sostenere chi lavora, chi produce, chi tiene in piedi questa nazione e non chi vive di rendite e privilegi».

Tasse e cuneo fiscale

Rispondendo al senatore Malan (FdI), Meloni ha chiarito: «Il governo non ha aumentato le tasse, anzi, abbiamo tagliato il cuneo fiscale, abbiamo alzato a 85k la tassa piatta per gli autonomi». Ha aggiunto: «Alcune tasse sì, le abbiamo aumentate: a banche, assicurazioni e società energetiche. Sono scelte che prima di noi nessuno aveva avuto il coraggio di fare».

PNRR

Sul PNRR la premier ha rivendicato: «A oggi l’Italia ha incassato 153 miliardi, a cui si aggiungono 24 di strumenti finanziari… direi che abbiamo fatto un buon lavoro».

Scontro con Renzi

Particolarmente teso lo scontro con Matteo Renzi (Italia Viva), che ha attaccato la qualità dello staff governativo citando il caso del ministro Giuli. Meloni ha replicato: «La cosa interessante è che si invoca la presenza della presidente del Consiglio per confrontarsi, e ogni volta che si viene qui si inizia con insulti e accuse, per cui c’è poco da parlare».

Emigrazione giovanile

Sul tema dei giovani, Meloni ha riconosciuto: «Restare in Italia non deve essere un atto di coraggio come invece è per molti oggi». Ha precisato che «c’è una strategia che riguarda alcuni settori specifici, come ad esempio la ricerca».

Fisco e pressione fiscale

Ha concluso ribadendo: «Continueremo a ridurre le tasse» perché «la nostra priorità resta sostenere chi lavora, chi produce, chi tiene in piedi questa nazione».

L’incontro si è inserito nell’ultimo anno di legislatura, con il governo che punta su Piano casa, incentivi all’occupazione, salario giusto e natalità come cardini dell’azione fino alle elezioni del 2027.

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