Il Governo Meloni ha ottenuto l’approvazione alla Camera dei deputati del decreto-legge n. 21 del 20 febbraio 2026 sulle bollette energetiche il 9 aprile 2026, con misure per 5 miliardi di euro che ora passano al Senato entro il 21 aprile. Il testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 febbraio, introduce bonus da 115 euro sulla materia prima energia per il 2026 e proroga al 2038 la chiusura delle centrali a carbone.
Il decreto risponde al caro energia sostenendo famiglie e imprese attraverso contributi straordinari, tra cui 315 milioni di euro per il bonus e 469,6 milioni per le imprese nel 2026 per ridurre gli oneri di sistema ASOS. Giorgia Meloni ha definito il provvedimento “concreto e coraggioso”, con norme su telemarketing aggressivo e incentivi per rinnovabili come Power Purchase Agreements per PMI.
Impatto sul calendario parlamentare
I decreti urgenti come questo occupano l’agenda delle Camere, limitando lo spazio per altre priorità come la riforma elettorale che il Governo vuole approvare entro fine 2026. Il passaggio alla Camera ha richiesto voto di fiducia, con il testo invariato al Senato dove ha incassato 102 sì e 64 no, diventando legge.
La proroga del carbone dal 2025 al 2038 ha attirato critiche da ambientalisti per l’impatto inquinante, mentre il Governo rimodula incentivi fotovoltaici per impianti oltre 20 kW, consentendo riduzioni tariffarie volontarie in cambio di estensioni.
Tensioni procedurali sulla riforma
La strategia dei decreti-legge genera attriti parlamentari, con l’esame del dl bollette che ha assorbito tempi in commissione e aula, posticipando negoziati sulla riforma elettorale. Il Senato ha approvato il provvedimento senza modifiche sostanziali, ma il monopolio dell’agenda rischia di spostare l’obiettivo governativo entro l’anno.
Per le imprese, il decreto stanzia 545,4 milioni nel 2027 e 74,5 milioni nel 2028 per oneri ASOS, favorendo competitività e decarbonizzazione con semplificazioni per reti elettriche e centri dati. Meloni ha sottolineato su X: “garantirà risparmi e benefici diretti per famiglie e imprese”.
Critici parlamentari lamentano che le misure non affrontino pienamente la crescita dei prezzi energetici nel nuovo scenario economico. Il Governo integra rimborso oneri gas per produzione elettrica e promuove bioliquidi sostenibili.
La Camera ha esaminato l’atto 2809 per la conversione, confermando urgenza su energia elettrica, gas e saturazione reti. Questo iter evidenzia come i decreti urgenti modellino le priorità, con la riforma elettorale usata in negoziati tra blocchi.
Arera definirà le modalità per il contributo di 115 euro, aggiuntivo al bonus sociale ordinario. Il Piano nazionale energia rivede le scadenze carbone, dal 2025 per il continente e 2028 per la Sardegna.


