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Open House Roma 2026: la Capitale apre le porte ai suoi luoghi più inaccessibili

Dal 16 al 24 maggio 2026 torna Open House Roma, il festival gratuito dedicato all’architettura della Capitale. La XIV edizione propone circa 300 eventi in oltre 220 luoghi, con visite a edifici storici, siti archeologici, studi di architettura, spazi contemporanei, infrastrutture urbane e abitazioni private. Il tema dell’anno è “City in Flux”, Roma come città in trasformazione. Il programma comprende anche 60 tour urbani, 50 eventi speciali, attività per bambini e percorsi accessibili.

Roma si prepara a diventare, per nove giorni, un grande laboratorio a cielo aperto dedicato all’architettura, alla memoria urbana e alle trasformazioni della città. Dal 16 al 24 maggio 2026 torna Open House Roma, il festival che consente al pubblico di entrare gratuitamente in luoghi spesso chiusi, poco conosciuti o difficilmente accessibili. L’edizione 2026, la quattordicesima, conferma la formula che negli anni ha reso l’iniziativa uno degli appuntamenti culturali più attesi della primavera romana: circa 300 eventi gratuiti in oltre 220 luoghi della città.

L’obiettivo è raccontare Roma attraverso l’architettura e il design, andando oltre i percorsi turistici più tradizionali. Open House Roma apre infatti palazzi storici, aree archeologiche, edifici moderni e contemporanei, spazi culturali, infrastrutture urbane, studi professionali e perfino case private. È un modo per osservare la Capitale da prospettive diverse: non solo come città monumentale, ma come organismo in evoluzione, fatto di stratificazioni, progetti, restauri, sperimentazioni e nuove funzioni urbane.

Il tema scelto per il 2026 è “City in Flux”, espressione che richiama una Roma in movimento, attraversata da cambiamenti sociali, ambientali e progettuali. Il festival invita a leggere l’architettura come strumento per comprendere questi mutamenti: dagli spazi pubblici ridisegnati alle infrastrutture della mobilità, dal recupero del patrimonio archeologico alla valorizzazione del verde urbano. Secondo quanto riportato da Radio Colonna, l’edizione mette al centro anche il ruolo delle pratiche contemporanee nel creare nuove connessioni tra luoghi e comunità.

Tra i luoghi segnalati nel programma figurano l’Agenzia Spaziale Italiana, la Chiocciola di Villa Medici, Forte Aurelia, gli Horti Sallustiani, il Semenzaio di San Sisto Vecchio, il Mausoleo degli Equinozi, Palazzo INAIL e Palazzo Salviati. Sono esempi molto diversi tra loro, che mostrano la varietà dell’iniziativa: dalla ricerca scientifica alla storia militare, dai giardini storici alle istituzioni, dall’archeologia agli spazi del lavoro.

Il programma 2026 è articolato in più aree tematiche. Tra queste ci sono le architetture dello spazio pubblico, con attenzione a luoghi come piazza Pia, piazza Augusto Imperatore, la stazione Metro C Colosseo-Fori Imperiali e piazza dei Cinquecento; la città inclusiva, con visite in LIS, percorsi multisensoriali e attività pensate per persone con disturbi dello spettro autistico; e sezioni dedicate a City in Flux, Ingegneria eroica e Progettare Roma al femminile.

Non si tratta solo di visite guidate. L’edizione include circa 60 tour urbani, 50 eventi speciali, attività per bambini e iniziative collaterali legate al design, come il progetto “Insulae”, che porta il dibattito progettuale fuori dai contesti specialistici. Sky Arte segnala inoltre la presenza di percorsi accessibili e appuntamenti pensati per avvicinare pubblici diversi alla cultura architettonica.

L’evento fa parte di una rete internazionale nata a Londra nel 1992 e oggi diffusa in 49 città. A Roma è arrivato nel 2012 grazie all’associazione Open City Roma, con l’idea di mostrare una città diversa da quella dei circuiti più noti. La forza del festival sta anche nella sua dimensione partecipativa: una brochure ufficiale ricorda che Open House Roma è reso possibile da una rete di oltre 300 enti, istituzioni, associazioni, aziende e professionisti, oltre a circa 500 volontari.

Per partecipare è necessario consultare il programma ufficiale. Molti appuntamenti sono gratuiti ma richiedono prenotazione; il sito di Open House Roma indica che è possibile prenotare, modificare o annullare l’accesso fino a poco prima dell’evento, così da liberare posti per altri visitatori. Il giorno della visita bisogna portare un documento di identità e accedere al proprio Open House Pass dal portale.

Open House Roma 2026 si presenta quindi come un invito a riscoprire la Capitale: non solo ammirandone la bellezza, ma entrando nei suoi spazi, osservandone le trasformazioni e comprendendo come l’architettura continui a modellare la vita urbana.

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