Aci Europe ha avvertito il commissario Ue ai trasporti Apostolos Tzitzikostas di un rischio carburante negli aeroporti Hormuz d’Europa: entro tre settimane si profila una carenza sistemica di cherosene per aerei se lo Stretto non riapre completamente. L’associazione degli hub europei ha inviato una lettera giovedì 9 aprile 2026, citando riserve allo sgocciolo in vari Stati membri e l’impatto delle attività militari sulle forniture. Il blocco imposto dai Pasdaran iraniani persiste nonostante il fragile cessate il fuoco Usa-Iran di questa settimana.
Attraverso lo Stretto di Hormuz transita il 40 per cento del carburante per aerei mondiale. Le riserve europee bastano per 8-10 giorni in diversi Paesi, secondo il Corriere della Sera e il Financial Times. “Se il passaggio non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, la carenza sistemica di carburante per aerei è destinata a diventare una realtà per l’Ue”, si legge nella missiva di Aci Europe.
Parallelo con la crisi del 1979
La crisi attuale richiama quella dello Stretto di Hormuz del 1979, quando la rivoluzione iraniana portò i prezzi del petrolio a salire del 150 per cento. Allora l’Europa contava su diversificazioni minori e scorte più ampie; oggi l’Italia risulta più vulnerabile per la maggiore dipendenza energetica seguita al conflitto in Ucraina. Diversi aeroporti italiani hanno già applicato restrizioni lo scorso weekend dopo interruzioni da un fornitore chiave, anche se non direttamente legate a Hormuz.
Il cherosene per jet ha raggiunto giovedì 1.573 dollari a tonnellata, oltre il doppio dei livelli pre-crisi. Circa 170 milioni di barili restano bloccati nel Golfo Persico, con il traffico nello Stretto ancora ridotto. La tregua Usa-Iran non ha prodotto benefici sui prezzi né sulla navigazione.
Aci Europe sollecita acquisti collettivi di carburante a livello Ue e obblighi alle raffinerie per prioritarizzare la produzione di cherosene. L’associazione chiede inoltre una mappatura urgente delle disponibilità nei prossimi sei mesi, assente a livello centralizzato. “La ridotta connettività danneggerebbe significativamente l’economia europea”, ha scritto il segretario generale Olivier Jankovec.
Le compagnie aeree reagiscono con tagli: Delta Air Lines ridurrà la capacità del 3,5 per cento, mentre Lot polacca e Air New Zealand cancellano voli meno redditizi e alzano i prezzi dei biglietti. In Italia, operatori specializzati segnalano difficoltà nelle consegne fino a maggio, aggravando il quadro per la stagione estiva.
Nel contesto regionale, Israele chiede de-escalation in Libano ma esclude tregue con Hezbollah. Il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato negoziati con Beirut negli Stati Uniti martedì 14 aprile. Teheran mantiene il blocco tramite i Pasdaran, mentre il cessate il fuoco Usa-Iran vacilla.


