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Perché Ancelotti ha convocato Neymar per i Mondiali 2026

Il CT del Brasile spiega la chiamata per il 34enne del Santos: miglioramento fisico, esperienza e qualità uniche pesano più dei dubbi.

Carlo Ancelotti ha sciolto il nodo che teneva col fiato sospeso il calcio brasiliano da mesi: Neymar sarà ai Mondiali 2026. L’annuncio, dato il 17 maggio a Rio de Janeiro, ha scatenato un boato in sala stampa che ha interrotto per qualche minuto la lettura della lista dei convocati. La scelta arriva dopo un percorso tormentato, fatto di esclusioni, polemiche e una risalita fisica che ha convinto il commissario tecnico italiano a puntare ancora una volta sul numero 10 del Santos.

Il miglioramento fisico è la chiave

La motivazione principale della convocazione è il recupero della condizione fisica di Neymar negli ultimi mesi. Ancelotti lo ha spiegato con chiarezza: «Abbiamo valutato Neymar durante tutto l’anno e abbiamo visto che in quest’ultimo periodo ha giocato con continuità e che la sua condizione fisica è migliorata». Questo è il vero punto di svolta, perché proprio la tenuta fisica era stata il motivo dell’esclusione nel settembre 2025, quando il CT aveva parlato esplicitamente di «scelta tecnica» legata alla condizione atletica.

Neymar, oggi 34enne, era stato tormentato dagli infortuni dal 2022 in avanti, disputando appena una cinquantina di partite in quattro stagioni tra Arabia Saudita e ritorno al Santos. Ma la continuità ritrovata nelle ultime settimane ha convinto Ancelotti che il rischio di portarlo ai Mondiali fosse accettabile, anzi necessario.

Esperienza e qualità uniche

Il secondo argomento usato da Ancelotti riguarda il peso specifico che Neymar può ancora avere. «Pensiamo che sia un giocatore importante e che avrà un ruolo importante in questa Coppa del Mondo», ha detto il CT. Non si tratta solo di minuti giocati, ma di leadership, mentalità e capacità di orientare una squadra giovane come quella verdeoro, dove giocatori come Endrick e Vinícius Júnior potrebbero beneficiare dell’esperienza del miglior marcatore della storia della Seleção con 79 gol in 128 partite.

Ancelotti ha voluto chiarire che Neymar non è stato convocato come simbolo o riserva di lusso: «Non abbiamo scelto Neymar perché pensiamo a lui come a una buona riserva; l’abbiamo scelto perché crediamo che possa dare alla squadra le sue qualità uniche». In altre parole, il brasiliano è nella lista dei 26 perché Ancelotti pensa di poterlo usare davvero, non per accontentare la piazza.

Stesso trattamento degli altri

Un passaggio importante delle dichiarazioni del CT è stato il tentativo di abbassare le aspettative messianiche che in Brasile si portano sempre dietro il nome di Neymar. «Ha lo stesso ruolo e le stesse responsabilità degli altri 25. Ha la possibilità di giocare, di non giocare, di stare in panchina, di subentrare… la stessa responsabilità degli altri». È un messaggio rivolto sia all’esterno che all’interno dello spogliatoio: nessun trattamento speciale, nessun automatismo, solo una valutazione tecnica sul campo.

Ancelotti ha anche sottolineato che in alcuni ruoli, come l’attacco, ha dato priorità all’esperienza, e Neymar rientra in questa logica. Non è l’unico veterano della lista: anche i nomi dalla Serie A come Bremer, Wesley, Paquetà, Alisson e Ibanez confermano che il CT vuole bilanciare talento giovane e capacità di gestire la pressione.

Il percorso della riabilitazione

Per capire quanto questa convocazione fosse in bilico basta guardare ai mesi precedenti. A marzo 2026, ESPN Brasile dava Neymar praticamente escluso, con 24 posti su 26 già assegnati. Il forfait dell’11 marzo contro il Mirassol, proprio quando Ancelotti si era organizzato per vederlo dal vivo, aveva ulteriormente complicato le cose. Era stato inserito anche nella pre-lista di 50 nomi, ma con pochissime certezze.

Tra marzo e maggio, però, Neymar ha giocato con maggiore continuità e ha convinto lo staff tecnico brasiliano che la tenuta reggesse. Secondo DAZN Portogallo, oltre ai criteri tecnici ha pesato anche l’intensa pressione mediatica, con giornalisti, tifosi ed ex giocatori come Romário che chiedevano a gran voce la convocazione. Ancelotti, però, ha sempre tenuto il punto: «È una lista fatta dopo molte valutazioni, con competenza, passione e conoscenza».

L’ambizione di Ancelotti

Il CT ha usato la presentazione della lista anche per lanciare un messaggio molto chiaro: «Non ho paura di dire che possiamo vincere la Coppa, perché le aspettative sono alte. La motivazione è un aspetto importante nella preparazione per questa Coppa». Neymar rientra in questo disegno perché rappresenta un elemento di esperienza, qualità tecnica e capacità di fare la differenza nei momenti decisivi.

Il Brasile esordirà contro il Marocco il 13 giugno, e la presenza di Neymar in lista sarà uno dei temi dominanti della vigilia. Dopo oltre due anni di assenza dalla nazionale, l’ultima partita risale al 17 ottobre 2023 contro l’Uruguay, quando si infortunò al crociato, il numero 10 torna in un Mondiale che potrebbe essere l’ultimo della sua carriera.

Cosa cambia per il Brasile

La convocazione di Neymar non risolve tutti i problemi del Brasile, ma aggiunge una carta che pochi altri CT possono giocare. Ancelotti sa che la lista «non sarà perfetta», ma è convinto che la resilienza conti più della perfezione sulla carta. Con Neymar dentro, la Seleção ha un’arma in più per affrontare la pressione del Mondiale in casa, insieme a Stati Uniti e Messico, e per provare a riportare la Coppa in Sudamerica dopo il trionfo argentino del 2022.

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