Vladimir Solovyov, conduttore di Rossiya 1 e figura chiave della propaganda russa nel conflitto ucraino, ha insultato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una trasmissione del 21 aprile 2026, accusandola di tradimento e definendola “disgrace to the human race”, “wild beast”, “certified idiot” e “nasty little woman” in italiano, poi “fascist creature” che ha tradito elettori e Donald Trump in russo. L’episodio si inserisce nella narrazione anti-occidentale legata al sostegno italiano a Kiev con armi e aiuti. La Farnesina ha reagito convocando l’ambasciatore russo Alexey Paramonov, come annunciato dal ministro Antonio Tajani su X.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato Paramonov al Ministero degli Affari Esteri per protestare formalmente contro le “estremamente gravi e offensive dichiarazioni” di Solovyov. Tajani ha espresso solidarietà alla premier Meloni, sottolineando il carattere inaccettabile degli attacchi personali. L’incidente rientra in una campagna sistematica di Solovyov, sanzionato dall’UE per disinformazione sul conflitto ucraino.
La risposta di Meloni
Con un post sulla sua pagina Facebook, il presidente del Consiglio risponde con una foto sorridente e il messaggio: “Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà.
Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada.
Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini.
La nostra bussola resta una sola: l’interesse dell’Italia. E continueremo a seguirla con orgoglio, con buona pace dei propagandisti di ogni latitudine.”
Contesto della propaganda russa
Solovyov, propagandista ufficiale del Cremlino, dedica trasmissioni a demonizzare leader NATO che appoggiano Zelensky, definendoli “traditori” e usando insulti volgari per screditare Paesi come l’Italia, fornitore di armi a Kiev dal 2022. Dal 2022 ha collegato Meloni alla “guerra ibrida” russa, accusandola di favorire l’Occidente contro Mosca. Le sue parole del 21 aprile, pronunciate in italiano per colpire il pubblico, legano gli insulti al conflitto ucraino e alle tensioni con Trump.
La reazione italiana conferma la linea dura contro la propaganda. La convocazione di Paramonov segue protocolli diplomatici standard per attacchi verbali da media statali. Fonti confermano che Solovyov è sotto sanzioni UE per il suo ruolo nel sostenere l’invasione russa.
Solidarietà bipartisan e quadro europeo
Giuseppe Conte, leader M5S, ha espresso solidarietà a Meloni, definendo gli insulti “inaccettabili” in un contesto bipartisan raro. Questa unità politica evidenzia il rifiuto trasversale della propaganda kremliniana. Dal 2022, episodi simili hanno visto Solovyov attaccare altri leader occidentali.
L’UE ha sanzionato Solovyov per disinformazione sistematica sul conflitto ucraino, vietandogli ingressi e asset in Europa. La narrativa anti-Meloni si lega a invii italiani di armi, come Leopard e Storm Shadow, che Mosca bolla come provocazione. Tajani ha ribadito il sostegno a Kiev, contestualizzando gli insulti come estensione della “guerra ibrida”.
Solovyov ha proseguito la trasmissione senza ritrattazioni, passando ad altri attacchi anti-NATO. La Farnesina monitora ulteriori sviluppi diplomatici.
Fonti e approfondimenti


