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Zampolli propone l’Italia ai Mondiali 2026 al posto dell’Iran

L'inviato di Trump chiede alla FIFA di ripescare l'Italia per i Mondiali 2026.

Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente Donald Trump, ha proposto alla FIFA di sostituire l’Iran con l’Italia ai Mondiali 2026 negli Stati Uniti, Messico e Canada. La richiesta, rivelata dal Financial Times il 23 aprile 2026, mira a riparare i rapporti tra Trump e la premier Giorgia Meloni dopo le critiche del presidente americano al Papa sulla guerra in Iran. Zampolli, figura chiave nella diplomazia informale dello sport, ha confermato la proposta in un’intervista al quotidiano britannico.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, citato da Sky Sport e Sport Mediaset, Zampolli ha suggerito direttamente a Trump e al presidente FIFA Gianni Infantino di escludere l’Iran per far entrare gli Azzurri. “Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino di sostituire l’Iran con l’Italia ai Mondiali. Sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l’inclusione”, ha dichiarato Zampolli. L’Italia, eliminata dalle qualificazioni, figura tra le prime escluse nel ranking FIFA.

Precedenti nella storia FIFA

Non si tratta della prima iniziativa di Zampolli. Già nel 2022, durante i Mondiali in Qatar, l’inviato di Trump scrisse una lettera a Infantino chiedendo la squalifica dell’Iran e il ripescaggio dell’Italia. “Ancora una volta il mondo aspetta una sua azione da leader per squalificare l’Iran dalla Coppa del mondo. Sogno e sono fiducioso di vedere ai Mondiali l’Italia giocare contro l’Inghilterra dopo la squalifica dell’Iran”, affermava la missiva, in cui Zampolli si presentava come rappresentante del presidente USA per il calcio al Consiglio per lo sport, fitness e nutrizione.

Lo statuto FIFA regola rigidamente le sostituzioni di nazionali qualificate. L’articolo 10 del regolamento per le competizioni internazionali prevede che una squadra possa essere esclusa solo per motivi gravi, come violazioni etiche o sanitarie, con decisione del Comitato Esecutivo. Non esistono precedenti di ripescaggio per ranking in fase avanzata di qualificazioni, come confermato da analisi su Eurosport. Casi storici includono l’esclusione del Cile nel 1974 per violazioni, ma senza sostituzioni dirette.

Diplomazia informale e pressioni politiche

Zampolli incarna la “diplomazia dello sport” promossa da Trump, usando il calcio per obiettivi geopolitici. L’inviato speciale, italo-svizzero con esperienza in relazioni internazionali, opera al di fuori dei canali ufficiali, esercitando pressioni informali su FIFA. Il Financial Times lega la proposta al contesto politico: Trump, in carica dal 20 gennaio 2025, ha attaccato il Papa per la sua posizione sulla guerra in Iran, creando tensioni con Meloni, alleata vaticana.

Nessuna conferma ufficiale da FIFA o FIGC. Né i verbali del Comitato Esecutivo FIFA né le dichiarazioni di Infantino menzionano la proposta, secondo le fonti consultate. La Federazione Italiana Gioco Calcio non ha rilasciato commenti, mentre la Casa Bianca tace su comunicazioni con federazioni calcistiche.

Contesto Trump-Meloni e ruolo del Papa

Il piano emerge dopo frizioni tra Trump e Meloni. Il presidente USA ha criticato duramente Papa Francesco per le sue parole sulla guerra in Iran, definendole un ostacolo alla sicurezza globale. Meloni, presidente del Consiglio dal 22 ottobre 2022, mantiene legami stretti con il Vaticano, rendendo la mossa di Zampolli un gesto per ricucire.

Eurosport sottolinea che la FIFA resiste storicamente alle pressioni politiche, priorizzando il merito sportivo. Tuttavia, casi come l’assegnazione dei Mondiali 2026 agli USA potrebbero aprire spiragli a influenze diplomatiche. La proposta resta per ora un’indiscrezione, senza impatto sui roster confermati.


Fonti e approfondimenti

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